|
|
|
Cenni storici |
|
|
All'interno della sezione che racconta un frammento della mia storia,faccio riferimento all'antichissima tradizione navale che questo piccolo paese di provincia si porta dietro e vorrei aprire una piccola parentesi all'interno di questo sito per rendergli omaggio,cercando di non annoiarvi troppo,ma anzi di incuriosirvi e di tirar fuori la passione che avete per le navi. Siamo a Limite sull'Arno,a circa trenta chilometri da Firenze e quattro da Empoli ed é situato tra un monte, Montalbano,e la riva destra del fiume Arno. La sua storia é millenaria,si potrebbe iniziare dall'età del bronzo,passando poi per gli Etruschi,dai Romani e così via,ma a noi interessa solamente da quando abbiamo dati quasi certi di qualche inizio di attività inerente alle imbarcazioni,sia come uso che come attività cantieristica.
Le prime testimonianze di costruzione di imbarcazioni si hanno intorno al 1400 e venivano chiamate "navicelli" (l'immagine riporta un modello fedelmente riprodotto da un artigiano del posto). Venivano usati dai "navicellai",esperti navigatori che percorrevano avanti e indietro il fiume Arno,per il trasporto di materiali di vario genere e di derrate alimentari,sia in direzione di Firenze che in direzione di Livorno. Non esistevano cantieri veri e propri,ogni navicellaio si costruiva per conto proprio la sua imbarcazione, usando come materia prima legno di alto fusto quale:cipresso,pino,quercia e cerro offerti dalle vaste distese di boschi presenti sul Montalbano,così come nei secoli successivi. Questo fu solo l'inizio di un'attività che col tempo,grazie anche alle maggiori richieste e ad un incremento incessante del commercio,progredì fino alla comparsa dei primi "Maestri d'ascia" e "calafati" intorno al '600. Tali professioni col tempo si affinarono del tutto e cominciarono a prender vita i primi cantieri attorno al '700. Tuttavia non si hanno dati certi sulla tipologia delle imbarcazioni prodotte,ma le supposizioni portano a concludere che venissero costruite imbarcazioni sia piccole per trasporto fluviale,sia di medie dimensioni atte ad affrontare il mare. Lo sviluppo di tali attività era in continua crescita,quasi inarrestabile,dato che il fiume era l'unica via più veloce per il commercio,fino alla metà dell'800,quando fu attivata la ferrovia Firenze-Pisa-Livorno.
Il traffico fluviale ebbe una battuta d'arresto,l'Arno non era più la via principale per il commercio ed il mestiere più antico,il navicellaio,ci mise ben poco a scomparire ed i cantieri dovettero convertire la loro produzione navale da fluviale a imbarcazioni per la navigazione marittima,con scafi di tipologia media e medio-grande,quindi totalmente diverse. Tutto ciò non fu affatto facile anzi fu quasi una scommessa. (Nella foto una imbarcazione appena uscita dal cantiere)
Ma gli artigiani Limitesi non ci misero poi molto ad apprendere e mettere in atto questi cambiamenti,ed i risultati furono a dir poco soddisfacenti,visto anche il fatto che Limite si trova ad almeno settanta chilometri dal mare. Ma come facevano per far arrivare le nave fino alla costa? Veniva fatta uscire dal cantiere e veniva fatta scivolare in Arno,praticamente facendo il varo,percorrendo poi tutto il letto del fiume,che allora era navigabile,fino alla foce. (Nella foto un brigantino percorre l'Arno per raggiungere il mare) Qui veniva poi completata in tutte le sue parti quali alberatura e velatura.
Si hanno notizie certe di due navi Limitesi che compirono una grande impresa per quell'epoca:traversarono l'oceano,per motivi commerciali,e raggiunsero l'Argentina,fu un gran trionfo. (Nella foto a destra un brigantino goletta in mare aperto) I cantieri navali Limitesi andavano a"gonfie vele",cominciarono ad arrivare appalti da ogni parte d'Italia:per riparazioni,per costruzioni anche a livello militare. Ma dopo la seconda guerra mondiale cominciarono ad arrivare i primi veri problemi,la stazza delle imbarcazioni diveniva mano a mano sempre più imponente,cominciava a venir meno la navigabilità dell'Arno ed il trasporto su strada diveniva sempre più proibitivo. A quel punto nacque la decisione dei cantieri navali di trasferirsi in città costiere. L'ultimo grande cantiere si è trasferito pochi anni fà,ma non prima di aver prodotto qualche decina di esemplare di una fortunata serie di motoryacht conosciuta in tutto il mondo. (Sotto uno degli ultimi motoryacht prodotti a Limite)
A testimoniare l'esistenza di una vecchia tradizione di maestri d'ascia é rimasto solamente un piccolo cantiere che costruisce e ripara imbarcazioni per il canottaggio,ma in compenso sono nate molte aziende che si occupano della realizzazione della meccanica navale.
|
|
Mauser graphics 2006